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Recensione: Un'estate d'amore

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Un'estate d'amore
titolo originale Sommarlek
nazione Svezia
anno 1950
regia Ingmar Bergman
genere Drammatico
durata 97 min.
cast M. Britt Nilsson (Marie) • B. Malmsten (Henrik) • A. Kjellin (David) • G. Funkquist (Zio Erland)
sceneggiatura I. BergmanH. Grevenius
musiche E. Nordgren
fotografia G. Fischer
montaggio O. Rosander
media voti redazione
Un'estate d'amore Trama del film
Marie, una ballerina classica, riceve per posta il diario di Henrick, il suo vecchio fidanzato, morto anni prima in un incidente. La lettura del diario spinge Marta, sul filo dei ricordi, verso i luoghi dove sbocciò quel grande amore. Immersa nella bellezza del paesaggio Marie rivede la sua vita e si apre alla speranza.

Recensione “Un'estate d'amore”

a cura di Riccardo Rizzo  (voto: 6)
Marie è ballerina dell’opera di Stoccolma. Durante le prove le viene recapitato il diario di Henrick, l’uomo che amò intensamente e che morì in un tragico incidente. Lette alcune pagine, nella sua memoria riaffiorano, dolci e impietosi, i ricordi dell’estate che segnò la sua vita. Decide di ritornare nei luoghi incantati di quei giorni, di rivivere anni dopo l’emozione di quell’incontro magico tra adolescenza e amore; un amore irripetibile, struggente, dai profumi quasi mitici, perduto nella mente della ragazza(ormai donna), incapace di riprovare qualcosa di simile. Anche la storia con un giornalista, David, non riesce a distoglierla dall’unica vera fonte di serenità, il balletto. Vi riversa tutte le proprie speranze come un’ancora di salvataggio per la sua vita, che non riesce più a darle serenità e gioia. Il suo blocco emotivo la rende infatti incapace di amare altre cose che non siano il lavoro. Decide allora di dare il diario a David, per mettere alla prova il suo sentimento. Il dolore viene espiato. L’uomo accetta il suo passato, continuandola ad amare e liberandola così dal suo blocco emotivo. Potranno iniziare così, con fiducia ritrovata, una vita nuova. Insieme. Raccontato in uno splendido bianco e nero, è un film d’altri tempi, ma con un messaggio sempre attuale: non può esistere amore se non si accetta la propria realtà.
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