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News: Cinema Grauco di Roma: programma di Aprile

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Cinema Grauco di Roma: programma di Aprile Cinema Grauco di Roma: programma di Aprile
Giovedì 18 Marzo 2010
GIOVEDI 1 - PERCORSO ORIENTALE. Giappone. Toshiro Mifune 1°.IV.1920

ore 19.00 – “LE CANAGLIE DORMONO IN PACE”, di Akira Kurosawa 1960 (130’) v.o.sott.ital.
Cast: Toshiro Mifune (40 anni, Nishi), Masayuki Mori (il presidente), Kyoko Kagawa (la figlia), Akira Shimura (il capo del personale). Foto: Yusuru Aizawa.
Kurosawa denuncia il clima di corruzione delle classi dirigenti. Un film che gli ha creato molti nemici. Eccezionale il lavoro di Mifune.

ore 21.15 – “ANATOMIA DI UN RAPIMENTO”, di Akira Kurosawa, 1963 (105’) v.o.sott.ital.
Cast: Toshiro Mifune (Kingo), Tatsuya Nakadai (l’Ispettore), Takashi Shimura (Capo della Polizia). Dal romanzo di Ed McBain “King’s ramson”. L’inquietante legame tra vittima e aggressore.


VENERDI 2 - PERCORSO ORIENTALE. Giappone

ore 17.30 - “TOKYO GODFATHERS”, di Satochi Kon, 2004 (90') v.o. sott. ital.
Una produzione anomala nell'attuale panorama del cinema d'Animazione Adulta e per questo molto interessante. Nella notte di Natale, tre barboni trovano un neonato abbandonato. E questo fatto trasformerà le loro vite. Ottima l'animazione, appassionante il racconto. Da non perdere per chi ama questo genere.

ore 19.00 – “HANA-BI, FIORI DI FUOCO”, di Takeshi Kitano, 1997 (103) v.o.sott.ital.
Cast: Beat Takeshi (Nishi), Kayoko Kishimoto (la moglie), Ren Osugi (Horibe). Foto: Hideo Yamamoto. *Leone d’Oro a Venezia.
Questo è il film che ha versato tutta l’attenzione della critica e dei cinefils su Takeshi Kitano. Un film rigoroso nel suo linguaggio, dolente, che lascia intuire la disperazione più in là delle immagini e di quella maschera cristallizzata di Kitano come interprete.

ore 21.00 – “HAKUCHI, L’IDIOTA”, di Akira Kurosawa 1951 (165’) v.o.sott.ital.
Cast: Magayuki Mori (Kinji, l’idiota), Toshiro Mifune (Dendichi), Setsuo Hara (Taeko), Takashi Shimura (Ono), Daisuke Inove (Kaoru). Tratto dal romanzo di Dostoevskij. Foto: Toshiro Ubukata.
Kinji è un reduce di guerra, un uomo semplice, ingenuo. Durante il viaggio di ritorno a Hokkaido conosce Dendichi e diventano amici. Ma il loro amore per la bella Taeko finirà per separarli. Nonostante tutto i loro destini sono segnati. Kurosawa ha amato Dostoevskij al punto di sentire la sua influenza in quasi tutta la sua filmografia, soprattutto nella costruzione dei personaggi. In questa trasposizione Kurosawa riscatta lo spirito del grande scrittore russo, cosa molto più difficile che rappresentare un’epoca e un luogo.


SABATO 3 - PERCORSO ORIENTALE. Giappone

ore 17.00 – “KIKI’S DELIVERY SERVICE”, di Hayao Miyazaki 1989 (100’) v.o.sott.ital.
Soggetto: Eiko Kadono. Script: Miyazaki. Uno dei film meno conosciuti del maestro giapponese.
Personaggi: Kiki ha 13 anni, ha la capacità di parlare con il suo gatto e di volare su una scopa ma ancora non può dirsi che sia una strega. Jiji è il gatto nero di Kiki. Tombo, un ragazzo appassionato degli aerei. Ursula, pittrice che vive da sola nella foresta attorniata dai corvi. Osono, moglie del panettiere, una donna particolarmente materna. Madame, anziana e raffinata signora che vive in una elegante villa. La Madre di Kiki è una strega buona. Tutti loro e qualcun altro partecipano al racconto, che non vi dovete lasciar perdere.

ore 19.00 – “IL VAGABONDO DEL KANTÔ” (Kantô Mushuku), di Suzuki Seijun 1963 (92’) v.o.sott.ital.
Cast: Akira Kobayashi, Chiedo Matsubara, Hirata Daizaburo, Ito Hiroko. Soggetto: Hirabashi Taiko, romanzo. Foto: Mine Shigeyoshi.
Le organizzazioni Yakuza sono, come tutte le bande, molto rigide nelle loro leggi e divieti. La guerra tra due bande viene giustificata dai contendenti come una lotta d’onore. Se un Yakuza perde l’onore perde tutto e non ultima, la propria vita. Ma può succedere anche che le circostanze possano spingere un componente a lottare per quello che considera (al momento), più forte del proprio clan, l’amore, per esempio.

ore 21.00 – “RAN”, di Akira Kurosawa 1985 (155’) v.o.sott.ital.
Cast: Tatsuya Nakadai (Hidetora), Akira Terao (Taro, il figlio), Jinpch Nezu (Jiro, figlio), Daisuke Ryu (Saburo, il figlio fedele), Mieko Harada (Kaede, moglie di Taro), Toshiro Miyazaki (Lady Sue), Peter (famoso attore trans, nel ruolo del fool Kyoami). Adattamento della tragedia di Shakespeare “King Lear”. Foto: Takao Saito. Costumi (*Oscar): Emi Wada. Premio*Bafta MFS 1985.
Kurosawa aveva già adattato il “Macbeth” di Shakespeare con il titolo “Trono di Sangue”, conosciuto anche come “Il castello della Tela di Ragno” (che programmeremo Venerdi 23, giorno dell’Anniversario del Bardo, alle ore 17). A quella magnifica versione si aggiunse, nel 1985, questa del “Re Lear”. Kurosawa realizza un’interpretazione della tragedia cambiando il momento storico, traslocando il tutto nel Giappone delle continue lotte intestine, cambiando le 3 famose figlie in 3 maschi eredi.
Il movente è sempre quello dell’avidità esacerbata ma qui si aggiunge anche la vendetta della nuora Kaede alla quale Hidetora ha assassinato la famiglia, rivale nelle lotte per il potere. Quindi, un Lear colpevole con delle responsabilità più scoperte ancora che in Shakespeare.
La realizzazione è, senza dubbio, il maggiore sforzo di Kurosawa in tutta la sua già impegnatissima filmografia. Un film che non si può non aver visto.


DOMENICA 4 - PERCORSO ORIENTALE. Giappone

ore 17.00 - “LAPUTA, IL CASTELLO NEL CIELO”, di Hayao Miyazaki, 1986 (120’) v.o.sott.it.
Fondali: Tashiro Nozaki, Nizo Yamamoto. Animazione: Yoshinori Kanada. Soggetto: “Tenku non Shiro Ryaputa”, di Miyazaki.
Questo è il terzo LM del grande maestro giapponese, ma il primo in totale autonomia artistica, nel quale si trovano tutti i moduli creativi che produrranno poi i suoi capolavori.

ore 19.00 - “RAINY DOG”, Un Cane sotto la pioggia, di Takashi Miike, 1997 (95’) v.o.sott.ital.
Cast: Show AIKAWA, Gao MING JUN, Chen tian MEI. Sceneggiatura: Seigo INOVE. Foto: Li si-xu.
Uno dei più bei films di questo controverso autore, oggi profusamente rivalutato.
Yuji si è rifugiato a Taipei, al soldo della Mafia. Quando non “lavora”, girovaga per le strade sotto la pioggia, come un cane randagio, corroso dalla propria solitudine. Un giorno lo raggiungerà un bambino che dicono sia suo figlio. Yuji cerca di difendersi ignorandolo, ma il bambino lo seguirà dappertutto come un cagnolino impaurito e diffidente ma fortemente attratto dalla figura di quel padre che sembrerebbe insensibile a tutto. Nel terribile finale si mostra prepotentemente quel mondo di Miike disperato, doloroso ma allo stesso tempo impregnato di uno struggente romanticismo.

ore 21.00 - “IL MARE E L’AMORE”, di Ken Kumai 2002 (115’) v.o.sott.ital.
Cast: Nagiko Tono, Masatoshi Nagase, Misa Shimuzu. Kumai ha intrecciato nel suo film 3 racconti: “Il mare ti guarda” di Akira Kurosawa, “L’aroma del fiore ignoto” e “Prima che svanisca la rugiada” di Syugoro Yamamoto. Foto di Kazuo Okuhara.
Kumai ha ereditato la sceneggiatura da Kurosawa che non era mai riuscito a girare per l’incomprensione dei Produttori. Kumai è un regista molto conosciuto in patria e con una solida fama. Anni fa abbiamo programmato 3 dei suoi films tra cui il più conosciuto in Italia è “La morte di un maestro del Tè”


LUNEDI 5 - PERCORSO LATINOAMERICANO: Mexico, Argentina

ore 19.00 - “IL CRIMINE DI PADRE AMARO”, di Carlos Carrera 2002 Mexico (114’) v.o.sott.it.
Cast: Gael Garcia Bernal (24 anni), Sancho Gracia, Ana Talancòn. Dal romanzo di Eça de Queiròs (1875).
Debitamente aggiornato, Carrera spinge la storia dello scrittore portoghese, acutizzando la sua denuncia che certamente ha dato molto fastidio a chi fa del silenzio strumento di sottomissione.
Amelia s’innamora del giovane Padre Amaro, appena uscito dal seminario. Lui cercherà di sottrarsi alla seduzione ma la legge del desiderio, almeno in questo caso, è più forte.

ore 21.00 - “EL ABRAZO PARTIDO”, di Daniel Burman 2004 Argentina (100’) v.o.sott.ital.
Cast: Daniel Hendler* (Ariel, il figlio), Adriana Aizenberg (la madre), Rosita Londner (la nonna). *Berlin Gran Premio *Hendler Miglior Attore.
Ariel trascina i suoi insoddisfatti vent’anni. L’ambito nel quale vive lo soffoca e ne vuole fuggire lontano. Il padre, ha abbandonato la famiglia quando lui è nato. La madre (una stupenda Adriana Aizenberg), cerca di tirare avanti come può, come tutti, d’altronde. Questa maniera di affrontare il quotidiano è quello che li unisce. Ma un giorno il padre ritorna...
Sorpresa della Berlinale 2004. Un piccolo film, una piccola storia, ma con una grazia e un senso del ritmo notevoli.


MARTEDI 6 - PERCORSO USA tra Artificio e Riscatto

ore 19.00 – “IL BACIO PERVERSO”, The Naked Kiss, di Samuel Füller 1964 (90’) v.o.sott.ital.
Cast: Anthony Eisley (Griff), Constance Towers (Kelly), Michael Dante (Grant), Virginia Grey (Candy).
Un Regista Cult per i cinefils di un’epoca. Un uomo controcorrente, insofferente agli Studios, ma anche contraddittorio. Foto: *Stanley Cortèz.
Una prostituta cerca di cambiare vita. Trova la sua opportunità come infermiera di bambini. Uno degli altolocati si avvicina a lei e al suo lavoro. Vuole sposarla anche quando viene a conoscenza del passato della donna… Dietro si nasconde qualcosa. Füller sa come raccontare una storia !

ore 21.00 – “NICK MANO FREDDA”, di Stuart Rosenberg 1967 (110’) v.o.sott.ital.
Cast: Paul Newman (qui 42 anni), George Kennedy, Jo van Fleet, Tennis Hopper, Lou Antonio. Dal romanzo “Cool Hand Luke”, di D.Pearce. Foto: *Conrad Hall.
Condannato ai lavori forzati in una delle prigioni più terribili degli USA, diventa famoso dopo due evasioni. Riuscire alla terza diventa ora il prezzo dell’immagine. Uno dei più convincenti ruoli di Newman. George Kennedy si meritò *l’Oscar.


MERCOLEDI 7 - PERCORSO SPAGNOLO

ore 19.00 - “LUCIA Y EL SEXO”, di Julio Medem 2001 (123’) v.o .sott. ital.
Cast: Paz Vega (Lucia), Tristàn Ulloa (Lorenzo), Javier Càmara (Pepe), Najwa Nimri (Elena), Elena Anaya (Belèn), Daniel Freire (Carlos/Antonio).
La diffidenza per un film che ostenta un titolo come questo, al limite della ruffianeria, è più che comprensibile. E le ruffianerie ci stanno, come quasi in tutti i film di gran circuito di quest’epoca. Ma dobbiamo anche ammettere che la storia tiene, che a momenti è accattivante e che nell’insieme è un film non solo riscattabile ma che merita di essere visto. Gli interpreti sono tutti di buon livello e Tristàn Ulloa fa qui il suo miglior lavoro fino ad ora.

ore 21.00 - “PRINCESAS”, di Fernando Leòn de Aranoa 2005 (120’) v.o.sott.ital.
Cast: Candela Peña (Caye), Micaela Nervaez (Zuleman), Mariana Corsero (Pilar). ***3 Premi Goya.
L’autore di Los Lunes al Sol, affronta ora la prostituzione femminile in Spagna, le loro Lavoratrici, il loro territorio. Quel territorio dove moltissime volte vanno a finire le emigrate latinoamericane che erano arrivate a Madrid in cerca di una vita che abbia una ragione per essere vissuta. Ma c’è di più in questo bellissimo film di Aranoa, un linguaggio come poche volte si apprezza in questo argomento, nessuna retorica, nessun pietismo, uno scavare profondo nei personaggi. Candela Peña nella migliore interpretazione della sua folgorante carriera.


GIOVEDI 8 - A CONFRONTO

ore 19.00 – “MOULIN ROUGE”, di John Huston 1952 (120’) GB/USA v.o.sott.ital.
Cast: Josè Ferrer (Lautrec), Zazà Gabor, Suzane Flon, Colette Marchand, Christopher Lee, Peter Cushing. *Oscar alle Scene *Oscar ai Costumi di Paul Sheriff e Marcel Vertès. Foto: Oswald Morris. Score: GeorgesAric. Can-Can, di William Chapell, coreografo. Tratto dal romanzo biografico di Pierre La Mure.
Henri Toulouse Lautrec, figlio di una nobile e ricchissima famiglia a causa di una caduta dal cavallo, in giovane età, rimane prostrato per molti anni,. Con uno sforzo sovrumano riesce a camminare ma il suo corpo rimane deforme. Con le spalle coperte economicamente trasloca a Parigi, dove, per sfuggire alla disperazione del suo stato, oltre a disegnare si vota ad una vita sregolata che non lo aiuterà, di certo. I suoi disegni saranno l’immagine della Belle Epoque.

ore 21.00 - “FRENCH CANCAN”, di Jean Renoir, 1955 (105’) v.o.sott.ital.
Cast: Jean Gabin (51 anni), Françoise Arnoul (24), Maria Felix (40), Edith Piaf (40), André Caveau, Patachou, Philippe Clay, Valentine Tessier, Dora Doll. Soggetto: André Paul Antoine. Scene: Max Douy*. Foto: Michael Kelber. Costumi: Rosine Delamare. Coreografo del Grand Can-Can: Claud Grandjean. (Versione integrale senza i tagli fatti nella distribuzione italiana dell’epoca).
La nascita del mitico MOULIN ROUGE. La trionfale scalata di Nini, da lavandaia a una delle più grandi attrazioni della Parigi notturna. Colorito e affettuoso ricordo di Renoir del mondo del varietà e di Montmatre. Scena Madre: il gran Can-Can, con una fedeltà d’epoca filologica!


VENERDI 9 - … TRENO EXPRESS

ore 17.00 – “MIDNIGHT EXPRESS”, di Alan Parker 1978 (115’) GB/USA v.o.sott.ital.
Cast: Brad Davis, Randy Quaid, Bob Hopkins, John Hurt. Soggetto dalle memorie di Billy Hayes. Script: Oliver Stone (*Oscar). Foto: Mikael Seresin. Score: Giorgio Moroder.
La vera storia di Billy Hayes (con qualche reticenza, però), che nell’intento di contrabbandare droga dalla Turchia, finisce prigioniero nell’infernale penitenziario di Istanbul, dove nessuno è riuscito a fuggire da lì e a rimanere vivo.

ore 19.00 – “SHANGHAI EXPRESS”, di Joseph von Sternberg 1932 USA (90’) v.o.sott.ital.
Cast: Marlene Dietrich (qui 31 anni, Shanghai Lily), Clive Brook (Cap. Harvey), Anna May Wong (Hu Fei), Eugene Pallette (Sam). Soggetto: Harry Hervey. Script: Jules Furthman. Foto: Lee Garmes (*Oscar). Score: Frank Harling.
Il miglior film della coppia Sterberg-Dietrich, grazie alla regia sempre creative, sempre più in là degli script non sempre all’altezza. In questo film Sternberg perfeziona l’immagine della sua creazione: la Diva Dietrich. Un film classico degli anni 30. Ancora oggi molto godibile.

ore 21.00 - “ASSASSINIO SULL’ORIENTE EXPRESS”, di Sidney Lumet, 1974, G.B. (125’) v.o.sott.ital.
Cast: Albert Finney (33 anni, detective Poirot), Lauren Bacall (50), Martin Balsam (55), Ingrid Bergman (57), Jacqueline Bisset (30), Jean Pierre Cassel (44), Sean Connery (44), Vanessa Redgrave (37), Michael York (32), John Gielgud (70), Wendy Hiller (62), Antony Perkins (42), Richard Widmark (59), Rachel Roberts (47).
Tratto da “Murder on the Orient Express” di Agatha Christie. *Oscar alla Bergman, ma non si può dire che stia meglio degli altri. Questo è dopotutto un film “vetrina di interpreti”. Sembra un dizionario del Cinema.
Bene… c’è un cadavere nel più lussuoso treno degli anni 30. C’è anche Poirot che deve scoprire chi è l’assassino. Ma tutti gli implicati avevano una buona ragione per uccidere. Tipica, godibile trama di quella che fu in vita “La Signora dell’Intreccio”.


SABATO 10 - PERCORSO SPAGNOLO. Regista Carlos Saura

ore 17.00 - “CARMEN STORY”, di Carlos Saura, 1983 (97’) v.o.sottot.italiani
Cast: Antonio Gades, Cristina Hoyos, Laura del Sol, Paco de Lucia, Pepa Flores. Musica di Bizet e Cantares Populares. Voci liriche di Regina Resnik, Mario del Monaco. Coreografia di Antonio Gades. Guitarra Paco de Lucia. *London Award MFS.
Tra le quinte. Gli interpreti della Carmen tra finzione e realtà. Uccidere per amore… Una delle più affascinanti coreografie di Gades e che si rivede volentieri proprio per quello.

ore 19.00 - “FLAMENCO”, di Carlos Saura, 1995 (100’) v.o.senza dialoghi
Cast: Paco de Lucia, Manolo San Lucar, Joaquìn Cortès, Farruco, Chocolate, Merce Esmeralda, Carmen Linares, Josè Merce, Tomatito, Aurora Vargas, Los Ketama, La Paquera de Jerèz, Fernanda de Utrera, Maria Pagès.
Il vertice dell’Arte del Flamenco degli anni 90. Mancava solo la Fotografia di Vittorio Storaro per far di questo film un valido documento e un’opera maestra nel suo Genere.

ore 21.00 - “BODAS DE SANGRE”, di Carlos Saura e Antonio Gades, 1984 (75’) v.o.sott.ital.
Cast: Antonio Gades, Cristina Hojos, Juan Antonio Gimenez, Pilar Cardenas, Carmen Villena. Cantaores: Pepa Flores e Pepe Blanco. La Charanga Popular, Emilio De Diego.
Dal dramma di Federico Garcia Lorca. *Karlovy Vary. Gades nel suo miglior momento creativo.


DOMENICA 11 - PERCORSO CINEMA ETNICO

ore 17.30 – “KOYAANISQATSI”, di Godfrey Reggio 1983 (85’) senza dialoghi
In lingua Hopi, una tribù pellerossa, KOYAANISQATSI, vuol significare “Vita squilibrata”, la vita che ha perso il suo naturale equilibrio. Godfrey Reggio con le immagini di Ron Fricke, il montaggio di Anton Walpole e la musica di Philip Glass (*Golden Globe), ha creato un momento di grande bellezza, molto apprezzato agli inizi degli anni 80, tanto che si produsse un sequel.

ore 19.00 - “HIMALAYA”, di Eric Valli 2000 (102’) Nepal,Francia v.o.sott.italiani
Dalpo è uno sperduto villaggio dell’Alto Nepal tra le cime più alte del mondo. Si coltiva l’orzo e si commercia il sale. Ogni viaggio è un evento che coinvolge tutta la comunità. Ma in questo viaggio si dovrà scegliere il nuovo capo. Filmato alla maniera di Flaherty tra ricerca antropologica e fiaba folk.

ore 21.00 - “IL CANE GIALLO DELLA MONGOLIA”, di B. Davaa 2005 (93’) versione italiana
Cast: tutta la famiglia Batchuluum, non attori.
Sullo sfondo del paesaggio mongolo una famiglia di pastori nomadi vive la sua quotidianità fatta di lavoro, rapporti, piccoli conflitti… Davaa crea con pochissimi elementi un racconto illuminante con una sua poesia interiore.


LUNEDI 12 - PERCORSO LATINOAMERICANO

ore 19.00 - “FRAGOLA E CIOCCOLATO”, di Tomàs Gutierrez Alea 1994 Cuba. (105’) versione italiana
Cast: Jorge Perugorria (Diego), Vladimir Cruz (Davìd), Mirta Ibarra (Nancy). Foto Mario Garcìa Jova. Dal racconto di Senal Paz Fresa y Chocolate. *Berlinale Orso d’Argento.
Un film Cult nella cinematografia cubana. Il racconto aveva subito vari rimaneggiamenti e censure. Forse, proprio per questo, G.Alea (considerato un intoccabile dal Castrismo), ma un artista al quale Cuba deve molto, accettò di fare la regia e la sceneggiatura. Il successo del film fu enorme in tutta l’America Latina e Spagna. Si è visto “persino” in Italia.

ore 21.00 - “QUINCEAŇERA”, di Richard Glatzer 2006 (90’) ingl./chicano. sott.ital.
Cast: Emilia Rios (Magdalena), Jesse Garcìa (Carlos), Chalo Gonzalez (zio Thomàs). Foto Eric Steelberg. ***Sundance, Premio del Pubblico e Miglior Film.
Echo Park è uno dei quartieri più antichi di Los Angeles. Una zona che cerca ancora di opporsi ad un progresso gestito da altri a proprio beneficio e che prima o poi finirà per vincere. Qui risiede una popolosa comunità ispanica, immigrati che cercano di mantenere qualche tradizione d’origine per rivendicare la propria identità culturale. I figli la pensano diversamente e quello che vogliono è partecipare al “sogno americano”. La Quinceañera, è una festa che i messicani fanno alle figlie quando compiono 15 anni, senza badare a spese, indebitandosi e cadendo vittime dei conflitti che la gestione della festa provoca. Padre integralista cattolico, madre serva del padrone-marito, figlia vergine-incinta, un paio di parenti che hanno scelto una sessualità che spaventa gli altri…


MARTEDI 13 - PERCORSO: L’AMORE NEGATO

ore 19.00 - “AKA. LE BUGIE SONO DESIDERI”, di Duncan Roy, 2002, G.B. (107’) v.o.sott.ital.
Cast: Mathew Leitch (Dean), Lindsey Coulson (Georgie), Gorge Aspren (David).
AKA è l’acronimo di: Also Known As… (Anche conosciuto come…).
Eh! Sì, si tratta proprio di questo: di un giovane che fuggendo dall’incesto si fa passare per un altro, un rampollo di buona famiglia, al punto da crederci lui stesso.
Il film è basato su un fatto di cronaca (e autobiografico, anche se la vita reale questa volta ha superato di molto la finzione).

ore 21.00 - “VITE NASCOSTE”, Get Real, di Simon Share, 1998 USA (105’) versione italiana
Cast: Ben Silverstone (Steven), Brad Gordon (John), Charlotte Brittain (Linda). Dalla commedia di Patrick Wilde “What’s wrong with angry?”.
Steve, 16 anni, ai primi turbamenti tipici dell’età scopre d’essere irresistibilmente innamorato di John, il più atletico del Campus a cui tutte le ragazze vanno dietro. Un amore considerato impossibile. Steve si confida con la sua unica amica, Linda, grassottella, senza molte speranze anche lei, ma sempre pronta a dare consigli e protezione. Ma… sorpresa! John non è per niente indifferente all’amore di Steve. Allora? Tutto risolto? Due che si amano, si corrispondono e vivono contenti e felici? Fosse così facile…


MERCOLEDI 14 - PERCORSO: L’AMORE NEGATO

ore 19.00 - “LUSTER”, di Everett Lewis 2002 (90’) USA v.o.sott.ital.
Cast: Justin Herwick, Shane Powers, Jonah Blechman. Foto Humberto De Luna
Amare. Il prezzo dell’amore. Giovani vite alla ricerca della propria identità. Presente in tutti i Festivals di Categoria.

ore 21.00 – “THE OPPOSITE SEX”, di Don Ross 1998 USA (97’) v.o.sott.ital.
Cast: Cristina Ricci (qui 18 anni, Dedee), Martin Donovan (Bill, suo fratello), Lisa Kudron (Lucia, amica di Bill), Ivan Sergei (amante e forse gigolò di Bill), John Galeri (Jason). Foto: Hubert Taczanowski.
Un capolavoro dell’antiromanticismo cinico degli anni 90. La Ricci, lontana armai dal suo personaggio della bambina degli Adams, si butta con tutto per riuscire a far dimenticare il suo passato con quei ruoli che possono perseguitare un interprete per secoli. Dedee è una di quelle ragazze individualiste, prevaricatrici, che pensano che tutto le sia dovuto. Scappa dalla casa materna nella Louisiana e si accampa dal fratello Bill che vive una vita da esteta con il suo nuovo amante tutto carne. L’arrivo di Dedee creerà tanto scompiglio che la vita di ognuno sarà diversa da quel momento in poi.


GIOVEDI 15 - PERCORSO: L’AMORE NEGATO

ore 19.00 – “DIVERSO DA CHI?”, di Umberto Carteni 2009 Italia (102’)
Cast: Luca Argentero (Piero), Filippo Nigro (Remo), Claudia Gerini (Adele), Francesco Pannofino, Antonio Catania, Giuseppe Cederna. Soggetto e Script: Fabio Bonifici. Scene: Luca Merlini. Foto: Marcello Montarsi. Musiche: Massimo Nunzi.
Teatrino della politica nostrana durante la campagna elettorale. Lui, Luca Argentero, sempre convincente – è un candidato per caso con scarsissime possibilità di vittoria, data la sua inclinazione gay e la scarsa esperienza. Lei, Claudia Gerini esuberante ed esilarante – è una corazzata neocon che il partito gli affianca nella speranza di aggiustare il tiro. Ma…

ore 21.00 – “VERSO L’EDEN”, di Costantin Costa-Gavras 2008 Francia-Italia-Grecia (106’) v.o.sott.ital.
Cast: Riccardo Scamarcio (qui 29 anni), Ulrich Tukur, Eric Caravaca, Julian Kohler, Jean Christophe Folly. Script: Gavras e Jean Claude Grumberg. Foto: Patrick Blossier.
Costa-Gavras trasforma Scamarcio nell’archetipo degli immigrati alla ricerca di una vita migliore, quelli che abbagliati dalle immagini che la società globale dei consumi mette in giro, sognano di “integrarsi con successo” tra la gente di Parigi che ostenta il suo benessere. Loro, giovani senza patria e senza idioma per comunicare, talmente ubriachi di illusioni di non riuscire a rendersi conto di quello a cui vanno incontro. Il film usa i vari topoi del Genere, ormai. Però, molte delle sue metafore sono ben congegnate.


VENERDI 16 - AGENDA: Charlie Chaplin 16.IV.1889 – 25.XII.1997

ore 17.00 - “IL GRANDE DITTATORE”, The Great Dictator, di Charles Chaplin 1940 (125’) v.o.sott.ital.
Cast: Charles Chaplin, Paulette Goddard, Jack Oakie (Benzino Napoleoni), Reginal Gardiner (Schultz). Foto Rollie Totheroth e Karl Strauss (due fotografi che hanno cimentato la storia del Cinema). Primo film parlato di Chaplin.
Un piccolo barbiere ebreo colpito da amnesia viene scambiato per il Furher a causa della sua straordinaria somiglianza, proprio l’uomo che stava deportando, imprigionando e derubando a tutti quelli della sua razza. Era il 1940 e un film come questo doveva far breccia negli ambienti liberali USA.

ore 19.00 - “MONSIEUR VERDOUX”, di Charles Chaplin 1947 (125’) v.o.sott.ital.
Cast : Charles Chaplin, Martha Rye, Mady Corell, Isabel Elsom. Foto Roland Totheroth.
Monsieur Verdoux è uno stimato signore borghese che s’impose con la sua sola presenza e carisma. Si è sposato 14 volte con donne ricche che dopo aver fatto testamento, fatalità voleva, che morissero una dietro l’altra. Ma… quando Verdoux viene smascherato viene condannato a morte. Lui che aveva ammazzato solo 14 donne, mentre in guerra i generali bombaroli venivano medagliati.
In pieno maccartismo il film doveva essere il capro espiatorio scelto dalla destra per vendicarsi del liberale Chaplin. Accusato di mettersi contro la società e lo Stato il regista rispose: “Né l’una né l’altro sono modelli di virtù, mi sarà permesso come cittadino di un paese democratico di criticarli, spero!”. Le cose sembrano non essere molto cambiate nella sostanza in quasi 60 anni…

ore 21.15 - “LUCI DELLA RIBALTA”. Limelights, di Charles Chaplin 1952 (140’) v.o.sott.ital.
Cast: Charles Chaplin (63 anni), Buster Keaton (57), Claire Bloom (21), Sidney Chaplin (67).
Ultima storia d’amore del clown Calvero arrivato, alla fine della sua vita artistica, a mala pena in infimi locali di periferia. Forse il film più intenso di tutti i LM di Chaplin.


SABATO 17 - PERCORSO NORDICO: Danimarca, Svezia

ore 17.00 - “DIES IRAE”. I Giorni dell’Ira, di Carl Th. Dreyer 1943 (90’) v.o.sott.ital.
Cast: Thorkild Roose (Absalon, il marito), Lisbeth Movin (Anne, la seconda moglie), Sigrid Neliendam (la suocera), Preben Lerdoff (figlio del primo matrimonio). Tratto dal dramma di Wiers Jemssens “Anne Peters dotter”. Fotografia Carl Andersson.
Le persecuzioni religiose che insanguinarono l’Occidente cristiano coprendolo con le ceneri delle pire “redentrici”. La fotografia di Andersson è indimenticabile per il sapiente uso dei grigi e nei momenti più drammatici il contrasto dei neri, tipici della scuola nordica.

ore 19.00 - “LE MELE DI ADAMO”, di Anders Thomas Jensen 2005 (90’) Danimarca v.o.sott.ital.
Cast: Ulrich Thomsen, Mads Mikkelsen, Paprika Steen, Nikolaj Kaas. Foto Sebastien Blenkov.
***Pluripremiato: *Sundance, *FIPRESCI, *Courmayeu, *Danish Academy, *Amburgo, *Reykjavik.
Adam è un nazista che entra in una comunità gestita da un religioso rigido, sarcastico a momenti ottuso. Ma quello che questo sacerdote perseguita è “il bene”, “la perfezione”, “l’amore puro”. Per domare l’aggressività distruttiva di Adam lo nomina guardiano dell’Albero delle Mele che dovrà produrre i frutti che serviranno a preparare una torta che verrà divisa comunitariamente. Adam non può nemmeno concepire una mansione più stupida di questa. Ma ogni cosa nasconde un’altra. Così avere cura di questo albero sarà una vera impresa.

ore 21.00 – “LASCIAMI ENTRARE”, di Tomas Alfredson 2008 (110’) Svezia v.o.sott.ital.
Cast: Kate Hederbrant, Una Leandersson, Per Ragnar, Per Calberg. Dal romanzo di John Ajvide Lindquist. Foto: Hoyte van Hoytema. *Edinburg, Premio della Critica. *Goteborg, Miglior Film. *TRIBECA, Miglior Film. *Copenhagen, Regia, Foto. *Fant-ASIA, Miglior Film. *Fantastic Film Fest, Miglior Film.
A livello critico, il film è stato uno dei più interessanti del 2008. Un approccio diverso sul mito del vampiro che per sopravvivere deve rivitalizzarsi con il sangue di un altro, a sua volta diventato vampiro lui stesso perché contaminato. Un film metaforico sulla difficoltà dell’essere e sul mal di vivere.


DOMENICA 18 - PERCORSO NORDICO: Svezia. Regista Ingmar Bergman 1918/2007

ore 17.00 – “UNA LEZIONE D’AMORE”, di Ingmar Bergman 1954 (100’) v.o.sott.ital.
Cast: Gunnar Björnstrand (Dr Erneman), Eva Dahlbeck (qui 34 anni, Marianne), Harriet Andersson (22, Nix), Ake Gromberg (lo scultore). Foto: Martin Bodin.
Una bellissima ed intelligente commedia di Bergman senza far ricorso a quelle uscite trite per conquistare il pubblico nelle quali potrebbe cadese chi cerca a tutti i costi il consenso.

ore 19.00 - “IL SETTIMO SIGILLO”, di Ingmar Bergman 1956 (100’) v.o.sott.ital.
Cast: Max von Sydow (Antonius), Gunnar Björnstrand (lo scudiero), Bengt Ekerot (La Morte).
*Cannes *Valladolid *Mar del Plata. Bergman utilizza un Motivo Narrativo Ricorrente (quello della sfida nel gioco con la Morte) e realizza il suo film più celebre. Quanto più lo si vede, più lo si scopre.

ore 21.00 - “IL POSTO DELLE FRAGOLE”, di Ingmar Bergman 1957 (90’) v.o.sott.ital.
Cast: Victor Sjöström (Borg)*, Ingrid Thulin, 28 anni (Marianne), Bibi Anderson (Sarah), Max von Sydow, 28 anni (Akerman). ***Oscar Sceneggiatura *Berlin Orso d’Oro *Venezia *FIPRESCI *Nastro d’Argento e altri 12 Premi Internazionali. Fotografia Gunnar Fischer (1910). E’ stato il fotografo di Bergman per 11 anni, i suoi films sono tutti riconoscibili per l’impronta fortemente impressionista, tra cui Il Settimo Sigillo e Il Volto.


LUNEDI 19 - PERCORSO DEL SILENT MOVIE

ore 19.00 – “I QUATTRO CAVALIERI DELL’APOCALISSE”, di Rex Ingram 1921 (130’) USA. Titoli italiani
Cast: Rodolfo Valentino (qui 26 anni, Julio), Alice Terry (Margherite), Fallace Berry (von Richthosen), Pommeroy Cannon (Madariaga). Dal romanzo di Vicente Blasco Ibañez (1867-1928). Script: June Mathis. Foto: John Saitz*.
I 4 Cavalieri sono: Guerra, Carestia, Conquista, Morte. Li racconta con immagini splendide la ponderosa novella dello scrittore spagnolo ed i titoli di June Mathis che non solo ha fatto questi e lo script, ma che ha curato passo a passo tutto il film, persino intervenendo sul Cast. E’ stata una costosissima produzione degli inizi degli anni 20, ha lanciato Valentino ed ha conquistato un enorme successo.

ore 21.00 - “NOSFERATU”, di F.W.Murnau 1921 (90’) versione integrale. Titoli italiani
Cast: Max Schreck (il Conte Orlok), Alexandr Granach (Knock), Greta Schroder (Ellen).
Tratto dal romanzo di Bram Stoker Dracula, ma per controversie sui diritti d’autore, liberamente modificato. Uno dei capolavori dell’espressionismo tedesco, al quale tutte le altre versioni filmate non hanno potuto non fare riferimento.

Murnau, Wilhelm Friedrich (1888-1931). Laureato in filosofia, si dedica invece alla musica e poi al teatro sotto l’egida di Reinhardt. Dopo la guerra, in Svizzera, ebbero le sue prime esperienze con l’Arte nuova: il Cinema. Nel 1919 gira il suo primo film e può considerare se stesso come regista. Murnau fu un ricercatore espressivo del mezzo soprattutto nel suo particolarissimo uso delle luci che creavano quelle sue famose atmosfere che ebbero la sua massima riuscita nella versione tedesca di Dr.Jekyll e Mr.Hyde del 1920 e nel 1922 con il suo capolavoro, prototipo poi del Genere “NOSFERATU”, prima trascrizione sullo schermo del mito di Dracula. Nel ’23 con L’Ultima Risata (Der Letzte Man). La sua fama tocca l’apice per le letture che Murnau fa dell’epoca e la crisi della società tedesca. Tra i suoi grandi titoli ci sono “Tartufo” (1925) e “Faust”, nello stesso anno, la sua opera più controversa. Nel 1927 arriva a Hollywood dove gira “Aurora” e poi “Tabù” una sorta di Docufiction che sarà modello per i successivi film del Genere. Il film vince l’Oscar per la filmografia di Robert Flaherty e Floyd Crosby, purtroppo, Murnau era morto in un incidente d’auto alcune settimane prima.


MARTEDI 20 - PERCORSO DEL SILENT MOVIE

ore 19.00 – “NANUK L’ESQUIMESE”, di Robert Flaherty 1922 USA (78’) versione integrale. Titoli italiani
Cast: tutta la famiglia di Nanook.
Girato come un Docufiction nella zona del Labrador nella Huston Bay, Canada. Lo sguardo antropologico sposa quello filmico documentando la vita di questa famiglia dalla stagione buona fino all’inverno. (Nanook è morto 2 anni dopo l’uscita del film in miseria totale). Questo lavoro di Flaherty è un po’ il padre di tutti i documentari antropologici degli anni successivi. Un Classico.

ore 21.00 – “THE IRON HORSE”. Il cavallo d’acciaio, di John Ford 1924 USA (130’) versione integrale. Titoli italiani. B/N Western
Cast: Gorge O’Brien (Davy Brandon), Madge Bellamy (Miriam Marsh), Charles Edward Bull (Lincoln), Chief Big Tree (capo cheyenne), George Wagner (Buffalo Bill Cody). Soggetto: Charles Kenyon. Foto: George Schneidermann e Burnett Guffey. Musica: Christopher Caliendo (nel 2007).
Alla metà dell’800 Davy Brandon, che lavora come corriere del Pony Express lungo la ferrovia transcontinentale in costruzione, è alla ricerca dell’assassino del padre e lo identifica in un ispettore della ferrovia, promesso sposo della ragazza che fu il suo primo amore. Il primo film western diretto da John Ford.


MERCOLEDI 21 - PERCORSO DEL SILENT MOVIE

ore 19.00 – “HAROLD LLOYD 5: THE FRESHMAN”, Viva lo sport!, di Fred Newmayer e Sam Taylor 1925 (76’) Titoli italiani
Cast: Harold Lloyd (qui 32 anni, Speedy Lamb), Jobyna Ralston (24, Peggy), Brooks Benedict, Hazel Keener. Foto: Walter Lundin & Henry Kohler. Score: Robert Israel. Il film è stato distribuito anche come “Lui e la palla” e “La matricola”.
Speedy vuole dimostrare a tutti quelli che si fanno gioco di lui che lui vale qualcosa ma le strade che sceglie per questo sembrano tutte sbagliate dando luogo alle sue famose gag visive. Come in altri suoi films lui è innamorato e anche questo conta.

ore 21.00 – “LA FEBBRE DELL’ORO”. The Golden Rush, di Charles Chaplin 1925 (75’) Titoli italiani
Cast: Charles Chaplin (36 anni, il vagabondo), Mark Swain (Big Jim), Georgia Hall (la ragazza), Tom Murray (Black Lavson), Henry Bergman (Hank). Foto***Roland Totheroth e Jack Wilson.
Uno dei più celebri LM di Chaplin. Uno dei simboli dell’epoca silente. Il vagabondo arriva al Kondyke in Alaska cercando, anche lui, di partecipare alla corsa dell’oro. Ma forse non è alla sola ricerca di questo. Il film nel quale si sente con più forza la stringente solitudine del personaggio. Ci sono delle scene madri che formano parte integrante della mitologia delle Immagini in Movimento.


GIOVEDI 22 - PERCORSO DEL SILENT MOVIE

ore 19.00 - “LA CORAZZATA POTËOMKIN”, di Sergeij Ejzenštein, 1925 (75’)
Cast: Aleksandr Antonov, Grigorij Aleksandrov, Vladimir Barskij e interpreti non professionisti.
Soggetto: Nina Agadzanova-Shutko, dai fatti accaduti il 14 e 27 giugno 1905 a Odessa. Foto: Eduard Tissè.
Poema epico e uno dei più riusciti film “di propaganda” della storia dei primi 50 anni del cinema. Questa versione è quella “definitiva” del 1976, con la musica di Shostakovič. Al suo momento un film di grande importanza filmica, ma che svegliava le diffidenze nei paesi fuori dell’Urss. All’estero si è visto solo in

ore 21.00 – “IL FIGLIO DELLO SCEICCO”, di George Fitzmaurice 1926 USA (70’) Titoli italiani
Cast: Rodolfo Valentino (29 anni, Ahmed), Vilma Banky (Jasmin), Montagu Love (Grabah). Dal romanzo di Edith Maud Hull. Script: Francio Marion, Fred de Gresac. Scene: W.Cameron Menzies. Foto: Georges Barnes.
Certamente, non un capolavoro ma un indiscutibile mito della cinematografia dell’epoca. Valentino nel ruolo del padre e del figlio, il sogno romantico e l’oggetto del desiderio di molte (tante) donne e si dice di qualche uomo. Ultimo film, morto ancora non trentenne, la sua figura ambigua di LOVER s’immortala nel Mito.


VENERDI 23 - AGENDA: William Shakespeare 23.IV.1564 – 23.IV.1616

Tre maniere diverse di interpretare Shakespeare

ore 17.00 - “MACBETH. TRONO DI SANGUE”. Kumo no sujo, di Akira Kurosawa 1957 (100’) v.o.sott.ital.
Cast: Toshiro Mifune (Taketoki Washizu), Isuzu Yamada (Asaji, sua moglie), Takashi Shimura (Odagura).
La versione Jidai-Geki del Macbeth, magnifica in ogni aspetto. Indimenticabile.

ore 19.00 – “L’ULTIMA TEMPESTA”, Prospero’s Book, di Peter Greenaway 1991 GB.IT (120’) versione italiana
Cast: John Gielgud (qui 87 anni! Re Prospero), Michael Clark (Caliban), Isabel Pasco (la principessa Mirando), Michael Blanc (Alonzo), Arland Josephson (Ponzalo), Kenneth Graham (Sebastian). Tratto da “La Tempesta” script (esuberante) di Greenaway. Foto: Sacha Vierny. Musica: Michael Nyman. Coreografie: Karina Saporta. Costumi: *Dien van Straalen & Emi Wada.
Greenaway legge e rilegge il testo del grande Bardo e trasforma in immagini i propri sentimenti. Il mago sembra essere lui stesso invece di Prospero che trasforma quanto tocca. Chi conosce già Greenaway sa cosa aspettarsi, bellissime immagini, contaminazioni inimmaginabili fra i Generi, provocazioni, narcisismo (tanto), talento, anche.

ore 21.00 - “OTHELLO”, di Orson Welles 1949-1952 (90’) v.o.sott.ital.
Cast: Orson Welles (Othello, il Moro), Suzanne Cloutier (Desdemona), Michael Mac Liammoir (Jago), Robert Coote (Roderigo), Fay Compton (Emilia). *Cannes Grand Prix.
Anche questo film di Welles visse inenarrabili peripezie che hanno portato la realizzazione lungo tre anni invece delle preventivate tre settimane. Tra le comparse di lusso ci sono cammei di Joseph Cotten, Joan Fontaine e altri.


SABATO 24 - TRE GIOIELLI DEL MUSICAL DI HOLLYWOOD

ore 17.00 - “SETTE SPOSE PER SETTE FRATELLI”, di Stanley Donen 1954 (105’) v.o.sott.ital.
Cast: Jane Powel (Milly), Howard Keel (Adam), Russ Tamblyn (Gideon), Tommy Rall (Frank).
Dalla commedia “The Sobbin Women” di Stephen Bennett. Danze e Coreografia *** Michael Kidd. Musica Gene de Paul. Lyrics Johnny Mercer. ***9 Premi Oscar. Un evergreen nel suo Genere.

ore 19.00 – “OKLAHOMA!” di Fred Zinnemann 1955 (140’) v.o.sott.ital.
Cast: Gordon MacRae (qui 34 anni, Curly), Gloria Gravame (32, Annie), Shirley Jones (21, Lauren), Charlotte Greenwood (la zia), Eddie Albert (Ali), Rod Steiger (Jud), Ben Johnson (un cowboy).
Tratto da “Green grow the lilacs” di Hammerstin & Riggs. Foto: Robert Surtees. Musica e Lyrics di Rodgers & Hammerstin. Coreografie: Agnes De Mille e Jack Blackton.
Meritatissimo ***Oscar allo Score che conta con magnifiche songs tra cui “Oklahoma!”, “Oh, what a beautiful morning”, “People will say we are in love”. Lo spettacolo con regia di Mamoulian ebbe a Broadway un mitico successo con 2.248 repliche! E’ stato in questo spettacolo che “è nata” la parola COREOGRAFIA.

ore 21.15 – “ANCHORS AWEIGH”. Due marinai e una ragazza, di George Sidney, 1945 (135’) v.o.sott.ital.
Cast: Frank Sinatra, Gene Kelly, Kathryn Grayson, Dean Stockwell (qui 9 anni), José Iturbi e la Partecipazione Speciale del grande Divo dei Cartoons, Jerry Mouse (questa volta senza Tom Cat).
Uno di quei divertenti Hollywood Musicals che hanno dato gloria alla Fabbrica dei Sogni. Gli elementi per far “l’americana” che 50 anni fa tutti amavamo, ci stanno tutti. Momenti indimenticabili di bravura come la scena di Kelly e Sinatra cantando e ballando “We have to leave”, o la fiaba musicale di Kelly con il topolino Jerry, rimangono nel ricordo per sempre. Coreografie del grande Stanley Donen, Sceneggiatura di Isabel Lennart, canzoni di tutti i generi, includendo Brahms o un Tango come “La Cumparsita”.
Buon divertimento! (una volta tanto spensieratamente).


DOMENICA 25 - PERCORSO: L’AMORE NEGATO

ore 17.00 - “MATADOR”, di Pedro Almodòvar 1986 (105’) v.o.sott.ital.
Cast: Antonio Banderas (26 anni), Carmen Maura (41), Asumpta Serna, Nacho Martinez e un elenco che è composto, oggi, tutto di stelle.
Molta della simbologia di Almodòvar forse ci può sfuggire. Toros, amore, morte, possessione, omosessualità... Ma questo non toglie niente ad uno dei suoi films più godibili e che è diventato un Cult lungo più di un decennio. Fotografia Angel Luis Fernandez, nome legato alla prima epoca di Almodòvar, Fernandez ha saputo tradurre le esigenze d’immagine cercate dal regista.

ore 19.00 - “REINAS”, di M.Gòmez Pereira 2005 (105’) sott.ital.
Cast: Carmen Maura, Marisa Paredes, Veronica Forquè, Mercedes San Pietro e l’attrice argentina Bettiana Blum. Sono le 5 madri, le Regine del titolo, di altrettanti bei giovani in procinto di festeggiare le nozze…tra loro. Unax Ugalde, Daniel Hendler (attore argentino), Gustavo Salmeròn… tra gli etero Jorge Perugorria, l’attore cubano di Fragola e Cioccolato, qui “machisimo”.
Una commedia divertente di Joaquìn Oristell e Yolanda Garcia Serrano, la coppia di sceneggiatori spagnoli più ricercata per questo Genere di films. Non pretendeva di essere più di una commedia nel 2003 quando cominciarono a lavorarci su… Poi è diventata un film premonitore. Staremo a vedere.

ore 21.00 - “A MI MADRE LE GUSTAN LAS MUJERES”, di Inés Parìs e Daniela Fejerman, 2001 (94’) v.o.sott.ital.
Cast: Rosa Maria Sardá (la madre), Leonor Walting, Maria Pujalde, Silvia Abascal (le figlie), Eliska Sirova (l’amante), Xavier Elorriaga (il padre).
Una cenetta in famiglia, tra solo donne, la madre e le sue 3 figlie è l’occasione per un outing a sorpresa che squilibrerà la vita di tutti. Cercare di armonizzare sarà il quid. Una commedia agrodolce con un cast in stato di grazia e delle possibili letture che sono un vero e proprio cenone per chi gusta di interpretare i films in tutte le loro possibilità. Che è poi la maniera più godibile di fruire un film.


LUNEDI 26 - PERCORSO USA tra Artificio e Riscatto

ore 19.00 – “DARK PASSAGE. LA FUGA”, di Delmer Davis 1947 (102’) v.o.sott.ital.
Cast: Humphrey Bogart (Vincent), Lauren Bacall (qui 23 anni, Irene), Agnes Moorehead (Madge), Bruce Bennett (Bob). Dal romanzo di David Goodis. Foto: Sid Hickox.
Un classico del Noir anni 40, per i Cinefils un Cult. Goodis è uno dei grandi scrittori del “hard boiler”. Il film è il capolavoro di Delmer Daves.
Vincent Parry riesce a fuggire da St. Quentin però è un uomo marcato. Una ragazza lo aiuta ma questo può compromettere anche lei. Vincent deve eludere la polizia e la mala che è decisa ad eliminarlo. L’unica via di fuga è cambiare i suoi connotati e Vincent lo fa per rintracciare i veri colpevoli.

ore 21.00 - “ONORA IL PADRE E LA MADRE”, di Sidney Lumet, 2007 (110’), USA v.o.sott.it.
Cast: Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei. Soggetto e sceneggiatura: Kelly Matterson “Before the devil knows you’re dead”. Foto: Ron Fortunato*.
La crisi economica acuisce la crisi morale ed etica di questi personaggi capaci di tutto per amore dei soldi, del lusso e dello status. Nel piano diabolico di due fratelli che organizzano un colpo alla gioielleria dei propri genitori (perché coperti da una forte assicurazione non perderebbero granché…). Ma al decisionismo dell’uno fa ostacolo la pusillanimità dell’altro Il risultato non era previsto. Bel modello di “famiglia”, peccato che poi si scosti dall’iconografia classica che vogliono imporci da più parti.


MARTEDI 27 - PERCORSO USA tra Artificio e Riscatto

ore 19.00 – “FROZEN RIVER”, di Courtney Hunt 2008 (93’) v.o.sott.ital.
Cast: Melissa Leo (Ray), Misty Uphan (Lila), Charlie McDermont (Tony), Michael O’Keefe (agente Finnety). Foto: Reed Dawson Morano. *Gran Prix al Sundance Fest. *Noir Fest, Miglior Film.
Due donne in un difficile connubio rischiano tutto per poter realizzare quel poco che permetterebbe loro di iniziare una nuova vita. Così la ragazza mohawk, Lila Littlewool, trascina Ray nel traffico di clandestini tra il Canada e gli USA. L’esordio più interessante del 2008.

ore 21.00 - “L’OSPITE INATTESO”, The Visitor, di Tom McCarthy, 2008 (100’) USA v.o.sott.ital.
Cast: Richard Jenkins, Hiam Abbas, Haaz Sleiman, Danai Gurira.
Il professore W. Vale, vedovo, uomo scontroso, inutilmente rigido, fortemente in conflitto segreto con se stesso, rientra a New York dopo qualche tempo d’insegnamento nel Connecticut e trova che il suo appartamento è occupato da una coppia di immigrati. Erano stati raggirati da qualcuno che gli aveva affittato l’appartamento. Lui è un musicista “uno che suona il tamburo”! Lei disegna gioielli! Basta questo per capire il disagio di tutti. Ma chissà per quale impulso interiore il Prof decide di dare ai suoi ospiti una piccola tregua finché non trovano un altro posto per traslocare (cosa non certo facile quando la coppia è clandestina in un paese che ha fatto dei migranti il loro capro espiatorio).
Mentre si aspetta che scattino le dinamiche della conoscenza. E quando la polizia arriverà per arrestare “il Clandestino”, il Professore capirà quanto la sua vita e lui stesso siano stati modificati.
(Un film che tutti dobbiamo vedere e rivedere).


MERCOLEDI 28 - PERCORSO DEL FILM MUSICALE

ore 19.00 - “ALLEGRO NON TROPPO”, di Bruno Bozzetto, 1977 (80’)
Cast: Maurizio Nichetti, Nestor Garay, Maria Luisa Giovannini. Musiche: Preludio al pomeriggio di un fauno (Debussy), Danza Slava n.7 (Dvorak), Concerto C.Dur (Vivaldi), L’Uccello di Fuoco di Stravinsky, Bolero di Ravel, Valzer Triste di Sibelius.
La contrapposizione italiana a “Fantasia” di Disney. Godibilissimo.

ore 21.00 - “ACROSS THE UNIVERSE”, di Julie Taymor, 2006 (128’), GB-USA, v.o.sott.ital.
Cast: Jim Sturgess (Jude), Evan Rachel Wood (Lucy), Joe Anderson (Max), Dana Fuchs (Sadie), Salma Hayer. Script: Dick Clement, Ian Le Frenais. Foto: Bruno Delbonnel. Coreografia: Daniel Ezralow. Musica: 33 Songs dei Beatles, che sono, in un certo senso, l’ossatura argomentale del film e lo stimolo per l’esuberante creatività della Taymor che, ludicamente, mischia teatralità, surrealismo, animazione, live action, flashes documentari d’epoca… e la nostalgia senza concessioni a quell’epoca mitificata (e anche mistificata), a cavallo degli anni 60 e 70. Ci sono momenti, nel film, indimenticabili.


GIOVEDI 29 - PERCORSO ITALIANO

ore 19.00 – “ANNA”, di Alberto Lattuada 1951 copr.Italia/Francia (96’)
Cast: Silvana Mangano (qui 21 anni, Anna), Raf Vallone (35, Andrea), Vittorio Gassman (29, Vittorio), Jacques Dumesnil (Ferripro), Gaby Morlay (la Superiora), Patrizia Mangano (Lucia, sorella di Anna). Sceneggiatura: Giuseppe Berto, Franco Brusati, Ivo Perilli, Dino Risi, Rodolfo Sonego e Luigi Malerba. Foto: Otello Martelli. Score: Nino Rota, tra cui “Il negro Zumbòn” e “Non dimenticar”. (Da qualche parte del Night si vede anche Sophia Loren).
Il Melò italiano degli anni 50, scritto tutto attorno alla Mangano. Al suo momento ebbe in Italia un successo clamoroso e un buon percorso all’estero. “Il negro Zumbòn” diventò un inevitabile tormentone.

ore 21.00 – “IL FEDERALE”, di Luciano Salce 1961 (98’)
Cast: Ugo Tognazzi, George Wilson, Gianrico Tedeschi, Stefania Sandrelli. Sceneggiatura: Franco Castellano, Giuseppe Moccia, Luciano Salce.Foto: Enrico Menczer. Score: Ennio Morricone.
“Arcovazzi, il federale, è uno che non capisce perché gli hanno insegnato a non capire, è il frutto di una scuola di ottusità. L’Italia è un paese che non sopporta la satira quando le si rivolge contro” (Luciano Salce).


VENERDI 30 - PERCORSO FRANCESE

ore 17.30 - “LES FELINS”, di René Clement, 1964 (91’), v.o.fr.sott.ital.
Cast: Alain Delòn (Marc), Jane Fonda (Melinda) Lola Albright (Barbara). Libro di Day Keene “Joy House”. Foto: Henri Decaë***. Musica Lalo Schifrin.
Conosciuto anche con il titolo “Crisantemi per un delitto”. Bel giovane, arrogante e pieno di sé, esercita il mestiere più antico del mondo. Ma fa un passo falso seducendo la donna di un boss americano. Riesce a scappare alla punizione finale rifugiandosi in una villa, guarda caso abitata da due americane che non potevamo aspettarsi un’intrusione più appetibile. Povero Marc, dalla padella alla brace!.

ore 19.00 - “IL RITORNO DI MARTIN GUERRE”, di Daniel Vigne 1982 (107’) v.o.sott.ital.
Cast: Gerard Depardieu (*Miglior Attore), Nathalie Baye, Roger Planchòn. Tratto da un racconto orale che circolava già nella prima metà del 1500 e che avrebbe ispirato scrittori come Montaigne (1588), Janet Lewis (1941), Natalie Zenòn Davis (1982)., Leonardo Sciascia (1982) e qui Jean Claude Carriere dalla versione di Jean de Coràs.
Martin, per sfuggire alle sue responsabilità lascia il paesino basco Artigat e la madre di suo figlio appena nato per arruolarsi come soldato di ventura. Dopo 8 anni Bertande lo vede ritornare, molto cambiato, più umano, maturo… la Guerra lo ha trasformato. Ma ci sarà anche chi questo “ritorno” non gli farà comodo. I dubbi sulla vera identità del soldato si fanno sempre più pressanti…

ore 21.00 – “LA GRANDE ILLUSIONE”, di Jean Renoir 1937 (113’) v.o.franc.sott.ital.
Cast: Jean Gabin (33 anni, Marechal), Marcel Daliò (Rosenthal), Pierre Fresnay (de Boëldieu), Erich von Stroheim (von Rauffenstein), Dita Parlo (Elsa), Jacques Becker (un ufficiale inglese). Tratto dalla biografia di Pinsard. Sceneggiatura: Charles Spaak e Jean Renoir. Consulente: Carl Koch. Aiuto Regia: Jacques Becker. Foto: Christian Matras. Score: Joseph Kosma. *Venezia, Miglior Film, *Bruxelles, Miglior Film.
Bandito in vari paesi europei per il suo pacifismo, soprattutto nella Germania nazista. Poi rivendicato è diventato un film di Culto in tutti i Cineclubs del mondo.
Uno dei films più sensibili di Renoir che senza retorica punta ad una società senza barriere, ai legami nobili dell’amicizia, al significato dell’altruismo.
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10 
Al di là delle montagne
€ 110.631
€ 240.933 in 2 sett.
Quale film rappresenta meglio l'annata cinematografica 2015?
1.  American Sniper
2.  Birdman
3.  Cinquanta sfumature di grigio
4.  Vizio di forma
5.  Mia madre
6.  Mad Max: Fury Road
7.  Il racconto dei racconti
8.  Non essere cattivo
9.  Inside Out
10.  Sicario
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